digitalizzazione pellicole

Digitalizzazione di negativi e diapositive
del mio archivio fotografico
. In pratica,
ho impiegato quasi dieci anni per rifotografare
le mie foto. Con ricordi annessi e connessi.

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Giornalismo, copywriting e ghostwriting anni 2020

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FOTO-CINE-VIDEO-GIORNALISTA IN AETERNUM

Nel 2016 compii 70 anni. Come si dice dalle mie parti, era tempo di tirare i remi in barca. Cessata la mia collaborazione di Comunicazione&Immagine con il Consorzio Zip di Padova (che ormai stava per essere fatto fuori), non rinnovai più nemmeno la mia licenza di pilota (dopo quasi cinquant'anni di volo). Continuai invece a rinnovare la mia iscrizione all'Ordine dei Giornalisti del Veneto e pure al relativo Sindacato perchè - come diceva un mio vecchio collega - "restemo giornalisti in aeternum, come i preti". Del resto in qualche registro dei Tribunali della Repubblica Italiana credo di risultare tuttora dir. resp. di qualche testata defunta e, quanto alla dinastia giornalistica dei Salvagno, per il momento non c'è pericolo di estinzione in quanto mio nipote Gianluca da diversi anni lavora nella redazione centrale del Gazzettino.

Ma si resta anche fotografi in aeternum. Io, almeno, non riesco proprio a trattenermi dal cogliere continuamente immagini del mondo che mi circonda, magari inquadrandole solo con il mio occhio, senza scattarle. Comunque è vero che tutte le mie telecamere, cineprese [la mitica Arriflex C2 35 mm + due Bolex Paillard 16 mm] e proiettori li ho regalate al mio cuginetto Andrea Segre, che è riuscito ad affermarsi in quel mondo della regia al quale io ho solo aspirato in sogno. E' vero che tutte le mie fotocamere professionali, c'est-à-dire tre Hasselblad [C500, EL e SuperWide] con un ricco corredo di obiettivi le ho cedute per cifre irrisorie ad appassionati collezionisti. E' vero che possiedo ancora tre Canon 24x36 [un'analogica Eos 5 e due digitali 5D MarkII] con un ricco corredo di obiettivi. Ma è vero che ormai per fotografare e filmare mi porto dietro solo i miei fantastici smartphone [OPPO Find X5 Pro e il precedente Huawei Mate 20 Pro] subito integrati a casa dall'intera e sempre aggiornata gamma dei programmi Adobe Creative Cloud [Photoshop, Premiere, InDesign, eccetera], per la quale sono tuttora abbonato.

L'ultimo volo mi fu commissionato da Airdata [ora Aerodata Italia srl di Mestrino (Pd)] per ri-fotografare (come tutti gli anni precedenti da quando fu costruito) il centro commerciale Outlet Village di Noventa di Piave; le ultime pubblicazioni nonchè le ultime foto e gli ultimi video professionali - come raccontato in foto profit anni 10 - li feci per conto di IVBC (Istituto Veneto Beni Culturali) e per CIRFOOD. Come profit webmaster, finii la mia carriera seguendo il sito di Clasta.

Intanto però fin dal 2014 sentii l'esigenza di raccogliere, ordinare e pubblicare le mie opere, prima di tutto per ricordare a me stesso i pezzi di vita che le contornavano. E i miei giorni, da allora [sto scrivendo questo testo il 15/12/2023], tranne nei periodi di viaggio o vacanze, li ho sempre suddivisi in metà giornata per la digitalizzazione del mio archivio cine-fotografico (e di quello di mio padre) con conseguente implementazione di questo sito e in un'altra metà giornata per il ripasso dei miei studi di chimica, fisica e matematica, finalmente fatto solo per amore della scienza. Circa un mese fa, il lavoro di digitalizzazione lo ho concluso con il salvataggio in doppia copia, su una decina di hard disk esterni, di tutto il materiale che mi era rimasto. Alcune centinaia di migliaia di file, ma - come già ripetuto in questo sito - sempre ben poca cosa rispetto a tutto il materiale fotografico professionale che impressionai nella mia vita su pellicola invertibile (diapositive), copie uniche di volta in volta consegnate ai clienti e quindi perdute.

A dare un po' di senso a tutto quest'ultima mia fatica senile di digitalizzazione è stato il suddetto cuginetto Andrea, che in diversi suoi film ha voluto inserire vecchie sequenze dei suoi genitori e dei luoghi in cui avevano vissuto. Penso principalmente a Molecole e a I sogni del lago salato, docufilm che mi hanno permesso di vivere le atmosfere della Mostra del Cinema di Venezia e di Locarno Film Festival un po' da addetto ai lavori, com'era stato il mio sogno giovanile.

E poi? E poi mi piacerebbe che qualche istituto o qualche ente o qualche biblioteca o vai a sapere chi si prendesse la briga di fare in modo che, dopo la mia morte, non andasse tutto disperso. Ciò che ho fatto non avrà magari raggiunto le vette dell'arte, ma sono convinto di avere almeno fissato qualche piccolo momento non banale di storia.

 

 

 

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